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Stefano Pietri @stefano ?

active 6 months, 3 weeks ago
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  • Stefano Pietri posted an update:   6 months, 3 weeks ago · View

    Il mio rapporto con la scrittura

    Il mio rapporto con la scrittura nasce al primo anno delle scuole superiori.
    La notizia dl rapimento di Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta mi toccarono a tal punto che scrissi sul diario una sorta di articolo, cercando di mettere le mie considerazioni in un modo simile a quello usato sui quotidiani, come se fossi un giornalista, mestiere che avrei sempre desiderato fare.
    Successivamente approfittai dei compiti in classe d’Italiano ”a tema libero” per inventare storie, più o meno divertenti.
    Poi cominciai a scrivere i testi per le canzoni del gruppo musicale che avevo messo in piedi e successivamente per me stesso. Da lì nacque la passione per la poesia (alcune poesie sono state scelte in più concorsi ed usciranno a breve in alcune antologie di Aletti editore), che tutt’ora continua.
    Da qualche anno sono ritornato anche alla “prosa” con alcuni racconti, anche questi di prossima pubblicazione, e diari di viaggio, uno quali, “Un Tombolino in America”, ha anche vinto un premio in un concorso di http://www.7Mates.com.
    Nel 2007 è uscito “Uozzamericanboys”, breve romanzo dedicato ad Alberto Sordi, attore per il quale ho sempre avuto un’ammirazione da fan e che mi ha ispirato la storia di un gruppo di ragazzi che passano il loro tempo libero tra avventure e “bischerate” alla “Amici miei”.
    Nel frattempo ho curato per diversi anni la rubrica di satira “Hot dogs – la voce del bastardino” sul sito http://www.bau.it e nel 2008 ho preso il patentino di giornalista pubblicista, con relativa iscrizione all’Albo.
    A marzo di quest’anno è uscito il mio secondo romanzo “Non credevo di trovarti su face book”, che sta riscuotendo un discreto successo, pur non essendo io un autore conosciuto e non avendo a mio sostegno pubblicità.
    Credo che scrivere sia innanzitutto una passione e, come tale, va coltivata ed alimentata. Nasce dal piacere di leggere e di osservare, dalla curiosità per le persone e per il mondo.
    Mi piace affrontare temi importanti ed impegnati, ma soprattutto raccontare storie e stati d’animo, non disprezzando toni umoristici, spesso usati per sdrammatizzare.
    Ritengo inoltre che la scrittura abbia anche un effetto taumaturgico, sia insomma una sorta di liberazione, un modo per esprimere quello che si ha dentro e che spesso non si riesce o non si può dire a parole.
    Credo infine che creare qualcosa, sia essa una forma espressiva in parole, in pittura, scultura, musica, ecc., porti l’artista (o semplicemente l’appassionato) a trovare una forma di soddisfazione che riempie lui stesso e dà modo a chi lo legge, lo ascolta o lo guarda, di provare emozioni, che a mio avviso sono la cosa più importante nella nostra vita e cerchiamo continuamente, a volte anche inconsapevolmente.

  • Stefano Pietri posted an update:   6 months, 3 weeks ago · View

    Recensione a “Non credevo di trovarti su facebook”

    Autore Stefano Pietri Aletti Editore euro 15,50

    A cura di Marzia Carocci (critico recensionista letterario) su “Oubliette Magazine”

    La scrittura di Stefano Pietri è senza dubbio “una ventata d’aria fresca” in campo letterario.

    Semantica diretta, fluida, accattivante e particolareggiata, ogni sua pagina scritta, diventa immagine visiva, scena in movimento; le sensazioni di udire voci, di vedere espressioni, di immaginare gli atteggiamenti dei protagonisti, entrano subito in confidenza con il lettore che verrà coinvolto, incuriosito e testimone di una storia che nonostante sia di fantasia letteraria, può tranquillamente diventare realtà per molti.

    Pietri dimostra un’acutezza e una perspicacia di osservazione fuori dal comune, egli infatti nella descrizione del mondo di facebook coglie le realtà , l’emozionalità e le occasioni (negative-positive), che questo social network offre nella stimolazione psicologica dell’individuo di fronte ad un mondo virtuale che stimola e solletica la parte irrazionale e introspettiva umana.

    Il personaggio principale è colui che vive il trasporto emozionale di un mondo che può offrire qualcosa di diverso, qualcosa che provoca il dualismo umano, quella parte di noi che spesso evita alcune azioni perché la cultura delle “regole”impone catene.

    Egli non ha un nome, potrebbe essere ciascuno di noi, un uomo che sceglie di ritrovare un’emozione mai dimenticata e forse enfatizzata nel tempo, un individuo che a distanza di molti anni, decide di reperire quella “prima fidanzatina” che gli aveva regalato palpitazioni e sogni, una realtà vissuta nel tempo.

    Rivivere le emozioni provate nel passato e proiettarle in un presente dove la maturità a volte è monotona o priva di aspettative, risentire quel batticuore mai dimenticato e gelosamente rinchiuso nei cassetti pieni della memoria, avvia il nostro personaggio alla ricerca di colei che le scaturì tutto questo.

    Ciò sarà per l’uomo un susseguirsi d’emozioni, di sensi di colpa verso la propria compagna, egli si sentirà desiderato, ammirato e dominatore, allo stesso tempo si odierà, per quel nuovo sentimento indefinito, quella bramosia difficile da domare, la possibilità di vivere due vite, due storie, quella dell’amore e quella dell’attrazione, quella della razionalità e quella dell’incoerenza.

    Un libro che ci farà riflettere dove ci renderemo conto che la storia narrata non è solo frutto della fantasia di un ottimo e attento autore, ma potrebbe essere quell’ostacolo da saltare, quella difficoltà o dubbio di fronte a noi, fragili esseri umani deboli, in balia dell’emozione e degli eventi, protagonisti dalla voglia di evadere e di sognare di essere attori principali della propria vita senza ostacoli o catene.

    Un libro scritto con intelligenza ed ironia; un viaggio nel mondo di facebook dove tutto è possibile, dove la virtualità può diventare realtà, dove solo la maturità dell’essere umano porta a scelte ragionate e alla conoscenza di “amici giusti”.

    Un itinerario descritto con la maestria da Stefano Pietri, un autore che sa fare “vedere” fra le righe ciò che con la mente ha creato; la descrizione di una verità diventata uso e costume del nostro tempo, dove vi sono spettatori seduti di fronte al pc, fredda macchina dalla quale a volte riflettono emozioni lasciandoci attoniti in cerca di risposta!.

    Marzia Carocci

  • Stefano Pietri posted an update:   6 months, 3 weeks ago · View

    Il primo amore non si scorda

    Di Andrea Coco

    C’erano una volta le comitive che si formavano all’inizio dell’estate e si scioglievano quando arrivava il tempo di far ritorno in città, salvo riunirsi l’anno dopo, una volta terminata la scuola. Gruppi di ragazzi e ragazze che condividevano giochi, scherzi, ed i primi amori.
    Un periodo idilliaco che terminava con l’arrivo dell’età adulta, quando ognuno prendeva la sua strada, spesso senza rivedersi mai più. Forse perché non era stato ancora inventato facebook! E su questo fenomeno sociale Stefano Pietri ha costruito un libro interessante, scorrevole, che affronta il delicato tema dei rapporti interpersonali nella società del nostro tempo.
    Il personaggio è un quarantenne che attraverso il social network ritrova una giovane ed attraente donna che, all’epoca in cui erano bambini, era stata la “sua prima fidanzatina”, Ylenia. Le “chiede l’amicizia” ed inizia lo scambio di messaggi che porterà i due a rivedersi dopo tanti anni. La storia si sviluppa sul rapporto che, quasi inaspettatamente, nasce e si sviluppa in un’altalena di emozioni e sensi di colpa.
    Il protagonista si trova diviso tra i sentimenti che prova per la sua fidanzata, Luna, e Ylenia, affascinante quanto misteriosa, perché frequentandola si rende conto che lei gli nasconde qualcosa. Un romanzo che descrive molto bene la psicologia maschile e femminile, mostrando i diversi punti di vista che uomini e donne possono avere su un medesimo argomento e si chiude con una morale molto istruttiva: i bei tempi sono tali perché andati.

    STEFANO PIETRI
    Non credevo di trovarti su Facebook
    Aletti, 2011
    pp. 272, euro 15,50

  • Stefano Pietri posted an update:   6 months, 3 weeks ago · View

    ”Non credevo di trovarti su facebook”, Aletti editore, 2011.
    E’ la storia di un quarantenne (del quale non viene mai espresso il nome) che, attraverso appunto il social network “facebook”, ritrova una giovane donna che, molti anni prima, all’epoca in cui erano bambini, era stata la “sua prima fidanzatina”. La contatta “chiedendole l’amicizia” come si fa su fb ed inizia un simpatico scambio di messaggi, che porterà i due a darsi appuntamento per rivedersi dopo tanto tempo.
    La storia si sviluppa sul rapporto che ri-nasce inaspettatamente tra i due, con un’altalena di emozioni, riflessioni, sensi di colpa ed un po’ di mistero, che sono gli elementi portanti del romanzo.
    Il protagonista vive da anni con la compagna che ama sinceramente e non riesce a spiegarsi un’attrazione così forte verso un’altra donna, per quanto molto bella, della quale sa comunque le poche cose che lei gli racconta nei momenti in cui sono insieme.
    Sta bene insieme a lei ed è gratificato dal sentirsi apprezzato per le sue qualità umane e di scrittore. Inoltre quest’esperienza gli provoca forti emozioni, a cui non sa rinunciare.
    La storia è però contrassegnata da un forte senso di colpa che accompagna il protagonista e che gli fa vivere, oltre che con passione, anche con soffrenza la “liason” con la “bambina dai lunghi capelli” che per tanti anni era rimasta nella sua memoria e che all’improvviso era riapparsa prepotentemente nella sua tranquilla esistenza. Perlomeno fino a quando lei misteriosamente sparisce senza lasciare tracce. Dopo averla aspettata e poi cercata inutilmente, sia di persona, sia cercandone i movimenti su face book, comincerà a scoprire quello che si cela dietro la misteriosa scomparsa a Barcellona, casualmente, in un viaggio di lavoro. Una volta tornato a Roma, ritrova le sue tracce, la incontra, ma lei è stranamente sfuggente. Dopo un po’ di tempo, finalmente riesce a parlarle e la verità viene sviscerata con sofferenza, ma anche in un certo senso come una liberazione, che ristabilirà nei protagonisti la tranquillità interiore.
    L’originalità di questo scritto credo sia la presenza nella narrazione del fenomeno “facebook” che accompagna il protagonista nello svolgersi della vicenda e che indirettamente è anche uno strumento per analizzare i nuovi modi di comunicare che utilizzano giovani e meno giovani al giorno d’oggi.

  • Stefano Pietri posted an update:   6 months, 3 weeks ago · View

    Mi chiamo Stefano Pietri e sono nato nel 1963 a Roma, dove tutt’ora risiedo.
    Lavoro in una grande azienda di telecomunicazioni e sono appassionato di lettura e scrittura.
    Sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e ho curato per diversi anni la rubrica “Hot dogs – la voce del bastardino” sul sito Internet http://www.bau.it
    Ho vinto un premio nel 2007 su http://www.7Mates.com – Racconti di viaggio, con il racconto “Un Tombolino in America”, diario di un viaggio negli USA e Canada, raccontato con gli occhi e le penna di bimbo di 4 anni
    Ho pubblicato sempre su web i racconti:
    Un Tombolino all’isola d’Elba
    Fame di Parole
    Il Mistero del falso meccanico
    Faccia di clown.
    Finora ho pubblicato due romanzi:
    Uozzamericanboys, Edizioni Tracce, 2007. Si tratta di un breve romanzo ispirato e dedicato al grande Alberto Sordi.
    Non credevo di trovarti su face book, Aletti editore, 2011.
    A Novembre e a Dicembre 2011 usciranno due raccolte di poesie di Aletti editore, dove compariranno due miei componimenti.

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