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Intervista ad Adriana Pedicini

gennaio 24, 2014 in Interviste agli Autori, LIbri

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INTERVISTA A “Adriana PEDICINI“

 

A cura di Giulio Buonanno

©  Riproduzione riservata

Breve biografia e pubblicazioni:

Adriana Pedicini, vive a Benevento. Già docente di lettere classiche nei Licei, scrive da tempo, ma solo con la pensione ha iniziato a dare concretamente visibilità alla sua scrittura. Ha pubblicato una raccolta di racconti “I luoghi della memoria”, A. Sacco editore 2011, (1° Premio nel Concorso Internazionale di Narrativa “Taormina 2010”) e due sillogi di poesie, Noemàtia, Lineeinfinite edizioni 2012 e Sazia di luce, ed. Il Foglio ottobre 2013. Nella seconda raccolta  figura la poesia Mare Monstrum, I° premio al Premio internazionale di poesia “Otto milioni” 2013 assegnato dal Comune di Torrenova (Me). Ha anche curato “Da Europa all’Europa” (Ilmiolibro.it 2010), dispense didattiche sul teatro antico e sull’origine della civiltà occidentale, attraverso il mito di Europa e gli archetipi del pensiero, del diritto, dell’arte, della letteratura su incarico del MIUR per conto dell’IRSAE.  È presente con poesie e racconti su varie Antologie anche on-line. Collabora con diversi blog e siti letterari.

AdrianaPedicini_foto

 Nell’immagine in alto l’autrice

 

Adriana PEDICINI è  l’autrice del libro:  “SAZIA DI LUCE“

CopertinaAdrianapedicini

 

Quale è stata la scintilla che l’ha portata a scrivere questo libro?

 Mentre affrontavo un percorso di malattia (cancro al seno) ho avvertito l’urgente bisogno di raccontare attraverso il linguaggio  poetico questa forte esperienza non solo per me ma anche per gli altri, anzi le altre.

 

Perché ha scelto questo titolo?

Perché rappresenta lo stato di grazia (appunto la luce riconquistata dopo il buio del tunnel) raggiunto dopo aver maturato un nuovo livello di coscienza.

Quanto tempo ci è voluto per completarlo?

Esattamente 7 o otto mesi.

 

Da dove nasce la sua passione per la scrittura?

Leggere e scrivere sono una caratteristica della mia professione ma anche una mia particolare inclinazione, derivante , credo, da una forte capacità di osservazione e da un grande lavorio interiore conseguente.

 

 Come definirebbe il suo libro?

Semplicemente: la speranza di saper vivere anche la malattia

Cosa le piace?

Leggere, viaggiare, conoscere nuove cose.

 

Cosa non le piace?

La futilità e l’ipocrisia

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

 “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”

 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

 Vale se dico che prevalgono nelle letture (e riletture) i classici greci e latini? Allora, Omero.

 

Cosa reputa fondamentale nella sua vita?

Una sola cosa: l’onestà insieme alla sicurezza degli affetti

 

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