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Intervista a Lily Carpenetti

dicembre 1, 2013 in Interviste agli Autori, LIbri

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Intervista a Lucia_Lily Carpenetti

A cura di Giulio Buonanno

©  Riproduzione riservata

 Oggi incontriamo Lily Carpenetti, autrice del libro “Virus“

 virusLilyCarpenetti

Ci dica dove vive e della sua passione per la scrittura?

Sono nata a Trieste, dove vivo tutt’ora con i miei bambini di 6 e 9 anni. Conclusi gli studi, avevo accantonato la mia passione per la scrittura,  continuando comunque a inventare storie per i bambini degli asili dove ho lavorato e per i miei figli. Nel 2010 ho inviato una mia fiaba a un concorso ed è stata inserita nell’agenda 2011 dell’Assessorato Pari Opportunità della Provincia di Alessandria. Da allora ho partecipato a diversi concorsi per enti pubblici e privati, ottenendo risultati soddisfacenti.

I miei racconti sono contenuti nelle antologie Tessisogni della ST-BOOKS (GDS) e Robot Italia 0.1 della Edizioni scudo.

Da un paio d’anni sono approdata a Lite Edition ( www.lite-editions.com), casa editrice digitale specializzata in letteratura erotica, per cui ho realizzato tre serie di racconti: È amore… (composto da 5 capitoli); Fashion (in 3 parti) e l’attuale Virus, in corso di pubblicazione, di cui è prevista a breve l’uscita della seconda parte (di 4) dal titolo Epidermic.

Inoltre, per la casa editrice GDS, è disponibile Riflessi dal Passato, una breve ghost story che concorre al premio Aktoris.

Ulteriori informazioni su http://babylily81.wix.com/virus-lite

Ci parli del suo ultimo libro “ VIRUS”

Si tratta di una storia erotica, sviluppata nel corso di 4 e-book, che vede al centro della vicenda l’ amore tra un giovane vampiro e un’umana un po’ speciale. Un’avventura a volte delicata, ma in altri punti appassionata e disperata che spero emozioni chi lo legge, come ha emozionato me nel scriverla. Il sistema del Feuilleton adottata dalla Lite Editions è interessante: una storia viene divisa in più e-book, venduti a prezzi contenuti, che possono venir anche letti autonomamente, ma che concorrono al completamento di un puzzle più grande.

Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?

Avevo deciso di concorrere a un premio che associava l’erotismo alla paura. Ma la breve storia che avevo realizzato meritava di rientrare in un progetto più ambizioso: da qui l’idea di questa nuova serie in cui ogni capitolo viene introdotto da un sogno angoscioso e, in qualche modo, rivelatore.

 Ci vuole dire perchè questo titolo?

C’è una sorta di maledizione che aleggia sulla protagonista, una sorta di Virus mortale contenuto nel suo corpo. Il titolo dei successivi capitoli richiama in qualche modo l’idea della patologia, come un leitmotiv infettivo. Infatti, a Virus fanno seguito: Epidermic ( uscita prevista per il 10 dicembre); Purification e, infine Resurection.

 

Quanto ha impiegato per concluderlo?

Quando mi prende la passione per la scrittura, sono piuttosto veloce, le idee scorrono come un fiume in piena. In questo caso, prevedevo una storia in tre capitoli, ma lo sviluppo era così articolato che è stato doveroso concedere uno spazio maggiore a questi personaggi. Ci ho messo diversi mesi tra la stesura del primo capitolo e il finale. Ma la redazione Lite Editions mi ha dato fiducia e, già dopo l’invio della prima parte, si è dimostrata positiva verso il progetto.

Da dove nasce la sua passione per la scrittura? 

Ho sempre avuto una fervida fantasia. Prendo spunto per le mie storie da scene di vita quotidiane, spesso occasionali, che nella mia mente si sviluppano in un mondo parallelo, gettandomi addosso la smania di scrivere.

 Come definirebbe il suo libro?

Uno young adult sui vampiri, un po’ più spinto di quelli a cui siamo abituati, dove i personaggi non hanno paura di esprimere liberamente la propria sessualità. Sicuramente è una storia che piacerà più a un pubblico femminile che si è rivelata negli ultimi anni la maggior fruitrice di questo genere di letteratura.

Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

 Ho lavorato per diversi anni come educatrice con bambini dai 0 anni in su, ma da quattro anni ho cambiato settore, passando all’assistenza di persone adulte disabili. Tra lavoro e cura dei figli sono molto impegnata e non riesco sempre dedicare alla scrittura il tempo che vorrei, ma tutte le sfaccettature della mia vita mi regalano grandi soddisfazioni. Ho una visione ottimistica della vita, anche nei momenti difficili, potrei definirmi un’eterna Pollyanna.

 Cosa le piace?

 

Mi piace tenermi in contatto con le persone che amo. Ho pochi amici, ma veri. Anche sul mio posto di lavoro, ho trovato una nicchia che mi fa sentire a casa.

 Cosa non le piace?

 

Le false illusioni; e in questo campo se ne trovano molte. Alcuni possono pensare che la soluzione per raggiungere la notorietà sia l’editoria a pagamento. Ma non è così: la pubblicazione è solo un punto di partenza, non di arrivo. C’è bisogno di un grande lavoro di promozione, che purtroppo queste agenzie non offrono. Inoltre è triste vedere prodotti privi di qualità che vengono pubblicati solo sulla scia di successo di opere simili. Qui in Italia si tende a non puntare sull’innovazione, lasciando che tutto si conformi a un modello già collaudato.

 C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

“Non ci sono sogni irrealizzabili, ma solo sogni non realizzati Non ci sono obiettivi non raggiungibili, ma solo obiettivi non raggiunti, Non esistono amori impossibili, ma solo amori non conquistati. Mon esistono gli avvenimenti che accadono. Ma siamo noi a crearli. Corri dietro ai tuoi sogni, raggiungi i tuoi obiettivi. Conquista i tuoi amori. Non subire la vita…vivi.”

Silvana Stremiz

  Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Non sono una lettrice impegnata, ultimamente ho rivalutato Sophie Kinsella. Il suo Can You Keep a Secret mi ha catapultata in un’atmosfera britannica esilarante.

 Nella sua vita cosa reputa fondamentale?

Cercare di non disilludersi. Non abbandonare i propri sogni e le aspirazioni. Magari accantonarli provvisoriamente, ma continuare a perseguire i nostri obiettivi.

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